
PROGETTO EDUCATIVO PASTORALE
Storia del Centro Locale SalesianI Cooperatori “don Pietro Rota” - Torino Crocetta
1. Cenni storici
All’inizio degli anni ‘90 il Centro Cooperatori della Crocetta, per motivi relativi all’età ormai avanzata della quasi totalità dei suoi membri, aveva di fatto cessato ogni attività. Questo gruppo di persone aveva come centro principale delle sue attività la chiesa del nostro oratorio dove avvenivano gli incontri di formazione, e così anche il Salesiano Delegato era sempre coinciso con il Rettore della chiesa. Alcune di queste persone costituivano anche un “Laboratorio Mamma Margherita” che produceva manufatti che venivano esposti / venduti per ricavare fondi a favore delle missioni.
Nello stesso periodo, con l’unione delle tre ispettorie piemontesi della Famiglia Salesiana nella C.S.P., il gruppo di Cooperatori che costituivano la segreteria ispettoriale dell’ex Centrale (a volte non propriamente chiamati “i Cooperatori della Crocetta”) si spostava alla Casetta di Domenico Savio di Riva di Chieri lasciando la Crocetta completamente priva di Cooperatori.
Nel 1994 l’allora Direttore dell’oratorio, don Adelino Montanelli, ebbe il desiderio di ricostituire il Centro Locale con un gruppo di giovani e di “spostare” così le attività dalla chiesa all’oratorio. Nel corso del 1995 otto giovani parteciparono al corso aspiranti Cooperatori organizzato dal Centro Ispettoriale di Valdocco e sette di loro, il 31.01.96, facevano la promessa nella Basilica di Maria Ausiliatrice.
Con un paio di presenze del precedente gruppo ispettoriale, rinasce così, ufficialmente, il nuovo Centro Locale della Crocetta che si arricchisce, negli anni seguenti, di nuove promesse fino all’attuale consistenza di 20 cooperatori e cinque aspiranti.
Nel 2000 il Centro prende il nome di "don Pietro Rota", in ricordo del salesiano scomparso l'anno precedente; don Pietro, infatti, nei 30 anni passati alla Crocetta, è stato un maestro di salesianità, sintesi di dinamismo e fiducia nella Provvidenza, e un amico dei giovani.
2. Cosa ci proponiamo di offrire all’Oratorio
- Vogliamo costituire una presenza adulta qualificata:
· essere di modello per i ragazzi, che devono vedere esempi di adulti che vivono la fede ed interpretano la vita in ottica cristiana;
· contribuire a creare l’”ambiente” educativo tramite una presenza attiva sullo stile della assistenza salesiana;
· contribuire a migliorare l’immagine esterna dell’Oratorio;
· essere fermento tra giovani ed adulti stmolando il coinvolgimento nelle varie attività.
- Vogliamo essere vicini ai religiosi salesiani, specialmente al Direttore dell’Oratorio:
· condividendone la missione;
· uniti nella preghiera (individuale e di gruppo);
· cercando di essere propositivi;
· contribuendo allo sviluppo di attività, soprattutto nei suoi contenuti educativi.
- Sviluppare attività autonome a carattere educativo : attualmente si può citare l’iniziativa annuale di diffusione della buona stampa (“Un libro per amico”).
- Sostenere le iniziative dell’Oratorio, anche economicamente.
- Rappresentare uno sbocco vocazionale per giovani ed adulti.
- Contribuire a migliorare la partecipazione dei fedeli alla Liturgia Eucaristica tramite la preparazione della Messa domenicale delle 11,30.
3. Cosa chiediamo all’Oratorio
- Per sviluppare e realizzare appieno la nostra vocazione di Cooperatori Salesiani, sia come singoli che come gruppo, abbiamo fondamentalmente bisogno di due cose:
1. avere la possibilità di portare avanti un discorso di formazione permanente;
2. avere la possibilità di agire in un determinato ambito a favore dei giovani.
All’Oratorio noi chiediamo quindi solo la possibilità di svolgere queste due esigenze tramite:
· la disponibilità di spazi adeguati dove riunirsi;
· la disponibilità di un salesiano che sia di sostegno alla nostra formazione;
· il coinvolgimento nella preparazione e realizzazione delle attività oratoriane;
· la collaborazione ed il sostegno alle nostre iniziative.
Consegnamo nelle mani del Direttore dell’Oratorio questo nostro Progetto Educativo esortandolo a considerarlo uno strumento che possa sviluppare tutte le capacità potenziali del nostro gruppo; chiediamo inoltre al Direttore di aiutarci ad essere sempre più Cooperatori Salesiani come don Bosco avrebbe voluto.
Affidiamo a Maria Ausiliatrice tutte le nostre attività presenti e future, chiedendoLe di esserci sempre Mamma e Maestra.
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