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DON GIGI Direttore dell'oratorio

 

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2007-1924

 

Il conto torna,

gli anni no.

La storia ci dà radici

per germogli di futuro.

La speranza è nei giovani

la realtà è negli adulti.

Mille anime e tanti pensieri:

fiducia, fede, sudore passione

Don Bosco ci ha lanciati

E don Bosco ci accoglierà

Chiunque tu sia

Se vuoi un’esperienza di umanità

Sei il Benvenuto.

MADRE MAZZARELLO

 

mmMaria Domenica Mazzarello, Santa Confondatrice dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, nacque il 9 maggio 1837 a Mornese, nella frazione dei "Mazzarelli di qua", dove il padre e la madre vivevano insieme alle famiglie di alcuni fratelli di lui. Qui, Maria abitò fino al 1849 o 1850, data che attesta la nuova residenza alla Cascina Valponasca che il nonno paterno di Maria Mazzarello,nel 1827, aveva preso in locazione per sé, figli ed eredi. Essendo aumentati i membri della famiglia, Giuseppe Mazzarello, il padre di Maria, decise di andare ad abitare alla Valponasca. In questa casa, Maria Mazzarello visse gli anni dell’adolescenza e della giovinezza. Era una ragazza come tante: piena di energia, vivace, intelligente. Qui il ritmo della sua vita si modificò. Fino allora era stata il braccio destro della madre, ma ora che la sorellina Felicita si era fatta più grande, lei poteva seguire il padre in campagna. "Quando prevedeva fin dalla sera innanzi di dover tornare un po’ tardi dalla chiesa, e si era nel buono del lavoro in campagna [...] si levava ancor più presto del consueto e prima di svegliare la sorella andava nella vigna a sbrigare buona parte del proprio compito [...]. La sua vigoria fisica e il suo stesso carattere, oltre al desiderio di rendersi utile, la portavano prepotentemente a un lavoro virile" (dalla "Cronistoria dell’Istituto FMA"). Il 16 marzo 1858, il padre di Maria decise di lasciare la Valponasca, in seguito ad una rapina avvenuta nella loro casa. La famiglia si trasferì, dunque, in paese, più vicino alla Chiesa, con garnde gioia di Maria. Nel 1860 in Mornese ci fu una grande epidemia di tifo. Don Pestarino aveva chiesto al padre la presenza di Maria presso i parenti ammalati, alla frazione dei Mazzarelli. Egli si era opposto, ma senza togliere a Maria la libertà di fare la sua scelta. E lei l’aveva fatta dicendo a don Pestarino: "Se lei vuole, io vado, ma sono sicura di prendermi la malattia". Dopo aver assistito gli zii malati, Maria contrasse il tifo. Fu una malattia gravissima e lunga. Dio aveva i suoi disegni. Maria si ammalò il giorno dell’Assunta (1860) e potè alzarsi soltanto il 7 ottobre, dopo 52 giorni di letto. Il forte tralcio della sua vita, spezzato, tornava a vivere con la fiducia riposta solo in Dio. Non più le vigne, non più i campi: altra messe il Signore le aveva preparato. Maria, indebolita dalla malattia, decise di imparare il lavoro di sarta, in modo da poter aprire un piccolo laboratorio per le ragazze di Mornese. Questo le avrebbe consentito, non solo di insegnare loro un mestiere, ma anche di avvicinarle a Dio. realizzò questo desiderio insieme all’amica Petronilla. Intanto, don Pestarino, pastore zelante, aveva proposto ad alcune giovani, fra le quali anche Maria e Petronilla, di consacrarsi a Maria come "Figlie dell’Immacolata". La casa adiacente alla parrocchia era stata fatta costruire da don Pestarino, che vi abitava, con l’intenzione di cederla con il tempo alle Figlie dell’Immacolata, perché vi potessero abitare insieme, quando fossero rimaste senza parenti. Qui, nell’ottobre 1867, le Figlie dell’Immacolata iniziarono a vivere in comunità. Le prime furono: Maria, Petronilla, Giovanna Ferrettino e Teresa Pampuro. Con loro vissero anche alcune altre ragazze. Maria, anche se gracile di salute, ebbe la piena approvazione del padre che, da autentico educatore cristiano, assecondò le buone inclinazioni di Maria, accompagnandola con il suo affetto. Maria Mazzarello non sapeva dove il Signore la stava conducendo, ma si fidava di Lui; è certo che sceglieva la via del radicalismo evangelico espresso nel semplice quotidiano e nella gioia del cuore innamorato di Cristo. Ivi restarono fino al 23 maggio 1872 per trasferirsi successivamente al collegio di Mornese, destinato loro da Don Bosco. Il 5 agosto dello stesso anno, Maria Mazzarello e 10 sue compagne diedero inzio all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, conscarandosi a Dio con i voti religiosi. "Voi, ora, appartenete a una Famiglia religiosa che è tutta di Maria; siete poche, sprovviste di mezzi e non sostenute dall’approvazione umana. Niente vi turbi. Le cose cambieranno presto [...]. Io vi posso assicurare che l’Istituto avrà un grande avvenire, se vi manterrete semplici, povere, mortificate" (dalla "Cronistoria dell’Istituto delle FMA"). Nel 1879 la Casa Madre venne trasferita a Nizza Monferrato, luogo più facilmente accessibile alle linee di comunicazione di quel tempo. Qui Madre Mazzarello morirà il 14 maggio 1881, all’età di 44 anni. Alla sua morte, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausililatrice contava già 165 suore e 65 novizie sparse in 28 case (19 in Italia, 3 in Francia e 6 in America). La sua opera continua e le Figlie di Maria Ausiliatrice fanno vivere ancora oggi il suo sogno in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         
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