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DON GIGI Direttore dell'oratorio

 

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2007-1924

 

Il conto torna,

gli anni no.

La storia ci dà radici

per germogli di futuro.

La speranza è nei giovani

la realtà è negli adulti.

Mille anime e tanti pensieri:

fiducia, fede, sudore passione

Don Bosco ci ha lanciati

E don Bosco ci accoglierà

Chiunque tu sia

Se vuoi un’esperienza di umanità

Sei il Benvenuto.

BENEDETTO XV -OPINIONEM QUM - LETTERA - 1 FEBBRAIO 1915

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Al reverendo padre don Edoardo Likowski, Arcivescovo di Gniezno e di Poznan.

Venerabile Fratello, salute e Apostolica Benedizione.

La lettera da te inviata recentemente ha confermato appieno la Nostra opinione circa la tua insigne pietà e la tua deferenza verso il Romano Pontefice. Abbiamo quindi accolto con animo lieto i tuoi cortesi sentimenti di devozione, e per essi ti rivolgiamo molti ringraziamenti. Le notizie che Ci hai riferito con la suddetta lettera circa le misere condizioni della Polonia sono di tale gravità che, se anche Ci fossero pervenute da altro luogo, avrebbero tuttavia inondato il Nostro cuore di profonda tristezza.

Infatti, già da tempo Ci siamo resi conto che gli straordinari cittadini polacchi si sono sempre saldamente stretti alla Chiesa di Dio e a questa Sede Apostolica; perciò, come è giusto, li seguiamo con benevolenza e affetto. Pertanto, essendo comuni tra padri e figli i motivi di gioia e di tristezza, sopraffatti dalle afflizioni e dalle miserie non possiamo in alcun modo sottrarCi ad un cocente dolore per le sciagure di cui soffrono atrocemente i cittadini polacchi nel corso di questa feroce guerra. Infatti, mentre con paterno amore rivolgiamo ad essi la mente e il cuore, quante lacrime sgorgano dagli occhi! Tutto ciò commuove i Nostri sentimenti più intimi e segreti con tale veemenza, che sentiamo crescere a dismisura in Noi l’amore del Padre verso i figli tanto penosamente afflitti.

Pertanto, con tutto il cuore affidiamo i dilettissimi cittadini polacchi all’eterno Autore di ogni consolazione e Lo scongiuriamo di spegnere finalmente il furore della guerra e di donare, felicemente propizio, la pace da tutti invocata e gli ottimi frutti che da essa derivano. Dio Onnipotente consideri e accolga felicemente questi Nostri voti e voglia con grande clemenza volgere al meglio per i Polacchi tutte le disgrazie che hanno sopportato e ancora sopportano. Tu poi, venerabile Fratello, e gli altri Vescovi di Polonia, secondo la vostra carità pastorale continuate ad usare ogni cura e sollecitudine verso i vostri fedeli, e nei limiti delle vostre forze impegnatevi in modo che con il vostro aiuto siano mitigati i dolori dei figli, siano lenite le infermità, siano deterse le lacrime. Noi intanto siamo indotti a sperare che, con l’aiuto della Beata Vergine patrona della Polonia, Iddio dispensatore di tutte le prosperità voglia aprire ai Polacchi il tesoro dei suoi doni, e benigno li diffonda tra essi. Di tali doni sia auspice e propiziatrice l’Apostolica Benedizione che a te, venerabile Fratello, agli altri Presuli polacchi, al clero e ai vostri fedeli impartiamo con tanto affetto nel Signore.

Dato a Roma, presso San Pietro, il primo febbraio 1915, nel primo anno del Nostro Pontificato.