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Alla Reverenda Madre Angela di Nostra Signora, Superiora Generale dell’Unione Romana delle Vergini Orsoline, nel trecentesimo anniversario dalla fondazione di quella Famiglia religiosa.
Diletta Figlia in Cristo, salute e Apostolica Benedizione.
La solenne celebrazione del terzo centenario dalla fondazione dell’Ordine religioso delle Orsoline cade opportunamente in questa funestissima circostanza. È evidente che la causa di tanti lutti deriva principalmente dal fatto che troppe persone, in privato e in pubblico, hanno abbondanato i precetti e le istituzioni cristiane che costituiscono le fondamenta stesse della convivenza umana. Già da tempo, infatti, ma soprattutto dopo quella rivoluzione della società francese, si è agito ostinatamente in modo tale che la benefica virtù della Chiesa, repressa in un ambito sempre più ristretto, non avesse più alcuna influenza nel consorzio umano: e anzitutto si è usato ogni mezzo per sottrarre il sesso femminile alla cura e alla vigilanza materna della Chiesa. Infatti suscita meraviglia il potere che la donna esercita in ogni vicenda umana; se ella si travierà pubblicamente, sarà facilmente sradicata ogni domestica e civile disciplina. Pertanto, ripudiata la religione, fu possibile vedere le donne indottrinate perdere ogni pudore insieme con la devozione; né furono poche quelle che, troppo dedite ad occupazioni contrarie alla loro natura, assunsero comportamenti propriamente maschili e, rifiutando i doveri domestici, per i quali sono nate, si lanciarono temerariamente nel vivo della lotta per la vita. Da qui deriva quella deplorevole perversità dei costumi che la stessa barbarie della guerra accrebbe incredibilmente e propagò diffusamente.
Per quanto era in voi, voi avete resistito a questo generale sconvolgimento educando piamente le fanciulle alla cristiana sapienza; e grandi e insigni — con l’aiuto di Dio — sono a questo proposito i vostri meriti. Tuttavia confidiamo ostinatamente che, per divina misericordia, emerga da queste immense rovine un nuovo ordine sociale in cui prevalgano i princìpi cristiani di giustizia e di carità. A tale rinnovamento dovranno contribuire tutti i buoni, ciascuno per la propria parte; e voi, praticando la condotta cui finora si è attenuto il vostro sodalizio, insistete con più tenace zelo nel vostro impegno, ossia nell’educare la mente e il cuore delle fanciulle in modo che diventino madri degne della loro fede cristiana.
Noi, per accrescere la solennità e il frutto di codesto fausto evento, concediamo che tutti coloro i quali interverranno nelle vostre chiese o cappelle al triduo di preghiere o ad altro sacro rito solenne indetto per questa occasione — quindi non solo le vostre consorelle ed alunne, ma quanti si uniranno a voi — possano lucrare l’Indulgenza plenaria e la remissione dei peccati secondo le consuete condizioni.
Come auspicio dei doni celesti e come testimonianza della Nostra paterna benevolenza, a te, diletta figlia in Cristo, e a tutta la famiglia delle Orsoline cui tu presiedi, impartiamo con tanto amore nel Signore l’Apostolica Benedizione.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 27 dicembre 1917, nel quarto anno del Nostro Pontificato.