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DON GIGI Direttore dell'oratorio

 

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2007-1924

 

Il conto torna,

gli anni no.

La storia ci dà radici

per germogli di futuro.

La speranza è nei giovani

la realtà è negli adulti.

Mille anime e tanti pensieri:

fiducia, fede, sudore passione

Don Bosco ci ha lanciati

E don Bosco ci accoglierà

Chiunque tu sia

Se vuoi un’esperienza di umanità

Sei il Benvenuto.

BENEDETTO XV -I NUOVI MOTIVI - LETTERA - 16 SETTEMBRE 1916

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A Monsignore Pietro La Fontaine, Patriarca di Venezia.

Monsignore, i nuovi motivi di afflizione che Ci vengono dalla dolorosa sorte di Venezia Ci inspirano nuove espressioni di condoglianza.

Colla sua lettera del 13 corrente Ella, continuando nel suo proposito di far partecipe il Capo della Chiesa degli avvenimenti, finora sventuratamente tristi, del suo Patriarcato, Ci dà notizia della incursione aerea seguita la notte innanzi su cotesta Città, così cara al Nostro cuore e così preziosa per la religione, per la storia e per l’arte, e Ci comunica che la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo non è sfuggita ai ciechi colpi, con danni fortunatamente riparabili.

Il nuovo infortunio, preceduto di pochi giorni dalla caduta di un obice presso la facciata di San Marco, al quale obice non permise la Provvidenza di rimanere tristamente memorabile, Ci ricorda il lutto della Chiesa di Santa Maria Formosa, come questo, alla sua volta, aveva riaperto nel Nostro cuore l’acerba ferita della Chiesa degli Scalzi.

Purtroppo le paterne sollecitudini che, come Ella sa, non abbiamo tralasciato di interporre per scongiurare tali letture, non hanno sortito quell’effetto che il Nostro animo così vivamente bramava. Epperò, non essendoCi dato di stornare il pesante incubo dal capo dei Nostri figli, Noi, senza indagarne le ragioni, dobbiamo limitarCi a deplorare anche il nuovo genere di calamità, che per Noi non è la meno grave fra le conseguenze della guerra.

Intanto Ci è grato assicurare i diletti Veneziani che, come siamo presenti a quanti soffrono, così siamo e saremo ad essi vicino col compatimento, col conforto e, secondo le Nostre forze, anche col soccorso, e preghiamo con ogni istanza il Signore affinché ponga termine ai loro affanni, che sono anche ambasce universali.

Augurando poi che le parole un dì rivolte all’Evangelista San Marco — Pax tibi, Marce — siano presto ripetute come annunzio di grazie ristoratrici alla città che è affidata al patrocinio dello stesso Evangelista, Noi godiamo di impartire a Lei, ed ai suoi fedeli l’apostolica benedizione.

Dal Vaticano, 16 settembre 1916.