banner2

SITO Home Page TEATRO Oratorio Sales. Cooperatori Associazioni Sport  Documenti  Foto  Video-Interviste Dove Siamo Links
MAGISTERO DELLA CHIESA FAMIGLIA SALESIANA CONCILI ECUMENICI SACRA SCRITTURA ARTICOLI VARI DOC DIOCESI DIZ DI TEOLOGIA

Ricerca

 

 

DON GIGI Direttore dell'oratorio

 

home150

2007-1924

 

Il conto torna,

gli anni no.

La storia ci dà radici

per germogli di futuro.

La speranza è nei giovani

la realtà è negli adulti.

Mille anime e tanti pensieri:

fiducia, fede, sudore passione

Don Bosco ci ha lanciati

E don Bosco ci accoglierà

Chiunque tu sia

Se vuoi un’esperienza di umanità

Sei il Benvenuto.

BENEDETTO XV - GRATUM EQUIDEM - LETTERA - 18 OTTOBRE 1914

torna indietro

 

 

Al Cardinale Felice De Hartmann, Arcivescovo di Colonia. Diletto Figlio Nostro, salute e Apostolica Benedizione.

Abbiamo ricevuto da te il gradito annuncio che Sua Maestà l’Imperatore di Germania, accogliendo le tue preghiere, ha stabilito che i sacerdoti di Dio appartenenti all’esercito francese i quali si trovano prigionieri in Germania siano trattati come gli ufficiali dell’esercito.

Per la verità, in questi tempi di amarezza, mentre vediamo che quasi tutta l’Europa, devastata dal fuoco e dal ferro, rosseggia del sangue dei Cristiani, e lo spettacolo immane di questa guerra pervade d’indicibile dolore il Nostro animo, quanto Ci hai segnalato recentemente Ci ha recato non lieve conforto. Da queste notizie abbiamo infatti compreso chiaramente di quale amore di carità sia animato il tuo animo verso coloro che sono uniti a te dal vincolo del sacerdozio. Ciò Ci persuade che la tua insigne carità non si estenderà soltanto ai sacerdoti francesi prigionieri ma, per quanto sarà possibile, a tutti coloro che, senza eccezione di religione o di nazionalità, sono detenuti nel tuo paese, e principalmente a quanti sono malati o feriti, affinché le loro sofferenze siano alleviate e si provveda alla loro salute spirituale.

Quest’opera di carità, se evidentemente è propria di tutti gli uomini, in particolare appartiene ai ministri di Dio e a tutti i religiosi. Pertanto Noi confidiamo che il tuo preclaro esempio sia imitato da tutti coloro che si gloriano del nome cristiano, soprattutto dai vescovi e dai sacerdoti cattolici, e che questo avvenga non solo in Germania, ma nelle altre regioni dove possono giungere profughi e prigionieri, specialmente se ammalati o feriti.

Frattanto, quale auspicio dei premi celesti e quale testimonianza della Nostra benevolenza, a te, diletto Figlio Nostro, al clero e al popolo affidato alle tue cure impartiamo affettuosamente nel Signore l’Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 18 ottobre 1914, anno primo del Nostro Pontificato.