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Adma
. STORIA DELL'ADMA Maria Ausiliatrice è da tutti considerata la Madonna di Don Bosco, benché questa devozione risalga ai primi secoli cristiani. Dopo la battaglia di Lepanto (7/10/1571) il titolo fu inteso come "difesa della fede", e Pio V lo immise ufficialmente nelle litanie. Nel 1683 si attribuì all'intercessione di Maria la vittoria sui Turchi e a Monaco di Baviera sorse una "Associazione di Maria Ausiliatrice", approvata da Innocenzo XI. Il 24 maggio 1814, giorno del ritorno a Roma di Pio VII dalla prigionia inflittagli da Napoleone, fu fissata la data della sua festa liturgica. L'origine dell'ADMA si collega direttamente alla basilica di Maria Ausiliatrice in Torino. Il Santuario di Maria Ausiliatrice è nato dal cuore, dal coraggio di Don Bosco e dalla sua grande devozione alla Madonna. Fu un'impresa segnata da avvenimenti straordinari e da difficoltà enormi: Don Bosco non si stancava di ripetere che era la Madonna che voleva la chiesa e Lei stessa, dopo avergli indicato persino il luogo dove doveva sorgere, lo aiutò anche a trovare i mezzi necessari. L'Associazione dei Devoti di Maria Ausiliatrice, il secondo gruppo fondato da don Bosco, fu eretta canonicamente presso il santuario di Valdocco fin dal 1869 (18 aprile) con l'intento di "promuovere la venerazione al Santissimo Sacramento e la devozione a Maria Aiuto dei Cristiani". Nel 1870 il beato Pio IX la elevò ad Arciconfraternita e l'arricchì di benefici spirituali, consentendo che si espandesse in Piemonte. Nel 1889 Leone XIII concesse il diritto di aggregare associazioni consimili presso qualsiasi chiesa o oratorio pubblico appartenente alla Società Salesiana, e nel 1894 autorizzò Don Rua e i successori di don Bosco a far nascere dette associazioni ovunque vi fosse una casa salesiana. L'ADMA acquista una dimensione mondiale, alternando per molti decenni ritmi di vita, di diffusione, di riconoscimenti e di dimenticanze. Nel 1988, anno centenario della morte di don Bosco, essa si rinnova diventando Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e il 5 luglio 1989 è ufficialmente riconosciuta come gruppo della Famiglia Salesiana. Un riconoscimento significativo viene dal Capitolo Generale 24 dei Salesiani (1996), che affermò: "Don Bosco diede vita anche all'Associazione dei Devoti di Maria Ausiliatrice coinvolgendola, con impegni accessibili alla maggioranza della gente semplice, nella spiritualità e nella missione della Congregazione". La Carta di comunione nella Famiglia salesiana di don Bosco, parlando della missione giovanile e popolare, afferma: "Il ceto popolare è l'ambiente naturale e ordinario dove esprimere la scelta giovanile; il luogo sociale e umano dove cercare e incontrare la gioventù. C'è infatti tra giovani e popolo un rapporto di compenetrazione. L'impegno della Famiglia di Don Bosco, per accompagnarli nello sforzo di promozione umana e di crescita nella fede, intende evidenziare i valori evangelici di cui i poveri sono portatori: il senso della vita, la speranza di un futuro migliore. Don Bosco tracciò, anche con l'Associazione dei devoti di Maria Ausiliatrice, un cammino di educazione alla fede per il popolo, valorizzando i contenuti della religiosità popolare e orientandoli verso la saggezza evangelica, che risponde ai grandi interrogativi dell'esistenza. Il ceto popolare fu, per Don Bosco, il primo e significativo laboratorio dell'importanza e dell'efficacia della comunicazione sociale" (Art. 21). Ciò testimonia la capacità di Don Bosco di coinvolgere tutti nell'educazione e nella salvezza dei giovani, del suo desiderio di affermare attraverso monumenti viventi (ADMA - Figlie di Maria Ausiliatrice - Opera di Maria per le vocazioni adulte) che Maria è sempre presente ove operano i suoi figli e figlie. Il 7 ottobre 2003 è concessa l'approvazione del Nuovo regolamento dell'Associazione da parte della Congregazione per gli istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica. Nata a Torino-Valdocco presso il Santuario di Maria Ausiliatrice come ADMA PRIMARIA, ad essa vengono aggregate tutte le altre, formando un'unica Associazione. Ogni associazione locale, perciò, coltiva una speciale comunione di dialogo e di solidarietà con il Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino-Valdocco e con la Primaria ivi eretta; questa proporrà tutti quei mezzi che facilitano tale comunione (art. 9 del Regolamento).
L'ADMA è diffusa in tutto il mondo, in particolare nelle opere dove si trova la presenza dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ed ha avuto uno sviluppo quasi miracoloso in diverse nazioni, grazie allo zelo apostolico di tanti missionari e missionarie che hanno confidato e hanno affidato la loro opera apostolica ed educativa all'intercessione di Maria Ausiliatrice, erigendole ovunque cappelle e santuari e propagandone tra il popolo una viva e sincera devozione.
Dal 1988, anno centenario della morte di don Bosco e anno mariano voluto da Giovanni Paolo II, si sono celebrati cinque Congressi Internazionali di Maria Ausiliatrice: Torino-Valdocco nel 1988; L'adesione personale all'Associazione (cfr. art. 4 del Regolamento) comporta i seguenti impegni, avendo come luoghi privilegiati di azione la famiglia, l'ambiente di vita, di lavoro e di amicizia:
Così, la devozione a Maria Ausiliatrice significa l'imitazione della sua vita, tutta dedita all'amore del Figlio e alla cura di tutti i figli e figlie che Gesù le ha donato sulla croce, e che Lei ha cominciato ad accompagnare nel Cenacolo. Nello stile salesiano questa devozione "tradizionale" prende una forte connotazione apostolica, perché la Madre viene in "ausilio" dei cristiani, specialmente quando la loro fede è in pericolo. Promuovere l'ADMA significa quindi offrire un itinerario pratico e semplice di santificazione e di apostolato e promuovere la devozione a Maria Ausiliatrice come imitazione della sua vita impegnata con Gesù e con la Chiesa.
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Copyright © . Tutti i diritti riservati. Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 luglio 2009.